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Sol Levante, parte 2

Dal Giappone, ora, sono già tornato, il viaggio è stato brevissimo, sono passati pochi giorni e già sembra un ricordo lontano, nonostante le 12 ore di volo, nonostante per 5 giorni sia stato immerso in una città dall’altro capo del mondo, ormai non resta che qualche ricordo. Però ci sarebbe da parlare un po’ di questo Giappone, di come sono i giapponesi, di quello che è di fatto una metropoli come Tokyo.

Non so se è un fattore comune a tutti quando lasciano il proprio paese o se è una caratteristica di noi italiani, ma tutte le volte che mettiamo il naso fuori dai nostri confini spesso ci ritroviamo stupiti e affascinati di come le cose siano diverse, troviamo tutto meglio (a parte il cibo, che per molti quello che mangiano fuori dall’italia è un tabù), quando andiamo in paesi come la Germania, la Francia, l’Inghilterra, restiamo a bocca aperta davanti al loro modo di far andare le cose, li guardiamo un po’ con invidia. E andare fino a Tokyo non fa certo eccezione in questo senso, la prima cosa che piace è già l’aeroporto, tutto sembra più ordinato e che funziona, appunto. Poi magari sono pieni di magagne spaventose e si lamentano anche loro dalla mattina alla sera, ma il solo fatto di sbarcare lì, ci fa pensare che sia meglio… e di fatti lo è, secondo me, meglio.

Andando con ordine e cercando di essere sintentico si potrebbe notare che non ci sono macchine parcheggiate lungo le strade, gli unici sono i taxi, in alcune vie, specie vicino agli alberghi, altrimenti nessuno lascia la macchina per strada, o hai un parcheggio o la macchina non la prendi, non ce l’hai, non la usi. In una città così popolata immagino che il traffico possa rappresentare un problema e buttare via due corsie in ogni strada per far parcheggiare la gente non era ammissibile. Ecco, problema risolto, ogni strada ha più spazio per la circolazione senza code di macchine ferme.

I loro mezzi di trasporto sono efficenti e puntuali, in special modo le famose metropolitane di Tokyo, quelle dove la gente viene pressata dentro ai vagoni da uomini addetti, ecco, io questo non l’ho visto con i miei occhi, non era un periodo molto frenetico lavorativamente parlando, ma nonostante questo non ho mai aspettato la metro per più di due minuti, tutto era pulito con una cura quasi maniacale, tutto ordinato, silenzioso, nessuna scritta sui muri, sui vagoni, sui vetri, da nessuna parte, sedili di stoffa senza squarci, personale sempre vigile, attento, metodico e che lascia trasparire l’immagine di un servizio che funziona, bene, e che DEVE funzionare bene. Quando vedi una squadra di uomini delle pulizie china sul pavimento a pulire con olio di gomito le singole macchie, un po’ ci rimani a guardarli, quasi ti viene il magone pensando a casa tua, dove devi stare attento a dove metti i piedi che non si sa mai cosa puoi trovare per terra.

Hanno una paura mostruosa di prendere malattie e sono timidissimi, moltissima gente va in giro per la città con una mascherina medica sul viso, non danno la mano, il contatto fisico è evitato il più possibile, in qualsiasi ristorante trovi salviettine umidificate o asciugamani bollenti per lavarsi le mani prima di mangiare, quando ridono si coprono il viso, se leggono, coprono quello che leggono, nei negozi vendono copertine di ogni genere per libri e fumetti, cover di ogni tipo, di carta, di pelle, basta che coprano la copertina di quello che hanno tra le mani.

Sono un popolo stanco, molto stanco. Lavorano un sacco, studiano un sacco, il tempo che hanno magari escono, vivono un po’ e poi salgono sulla metropolitana, tirano fuori dalla tasca il loro smartphone e nel giro di pochi minuti si addormentano. Dormono come dei sassi, testa a ciondoloni, ovunque, a qualsiasi ora quello o quella o quelli che dormono li trovi. Certo, i sedili riscaldati aiutano non poco questa sonnolenza globale, quando stai seduto su un bel sedile morbido che col tempo diventa sempre più caldo un po’ di sonno ti viene, di sicuro.

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Sol levante, parte 1

Ieri, natale, festa pagana del Sole, le giornate iniziano ad allungarsi, il Sole torna a diventare protagonista, piano piano, minuto dopo minuto, giorno dopo giorno, fino all’estate.

Oggi, si parte, dove? verso il Giappone, a guardare il Sole prima degli altri, purtroppo solo una settimana, troppo poco per tutto quello che ci sarebbe da fare in quel paese che fin da bambino ho sempre voluto visitare, ma sempre meglio di niente, e quindi anche se il volo è alle 14,30, preferisco essere già in piedi, sveglia alle 5.00 che laggiù è già mezzogiorno (anche perchè riuscire a dormire oggi, non se ne parla… ).

Ultime verifiche, ho preso tutto? Speriamo, ultimi ritocchi alla libreria musicale per affrontare le 12 ore di viaggio diretto verso Narita (NRT), un paio di film, ok.

Pronti, partenza, via!

mappa di Tokyo

Tokyo – Mappa del centro e albergo, per non perdersi.

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Sony Reader

Poi mi dicono che sono un fanatico della Apple, vabbè, andiamo con ordine.

Presa la decisione di prendere un lettore di ebook dedicato solo a quello, quindi niente tablet simil-iPad, si è presentato il dilemma di quale scegliere, dilemma che temevo rivelarsi molto più impegnativo, ed invece mi presto reso conto che nel giro di un anno, i modelli di questi prodotti si sono ridotti drasticamente. Sony stessa, fino ad un annetto fa, produceva almeno tre modelli diversi, mentre ora ne fanno uno solo. Gli altri sono praticamente tutti “brandizzati” dalle diverse librerie online: Amazon e Barnes&Noble in testa, ma anche quelli di ibs, della feltrinelli, ecc.

Come dicevo, dubbio che si è risolto molto in fretta, riducendosi immediatamente a due modelli: quello della Sony e quello di Amazon, il famoso Kindle (il capostipite). Quando poi ho scoperto che amazon non supporta gli epub mentre il Reader di casa sony sì, la scelta si è subito concretizzata. Con iBooks avevo già a disposizione diversi ebook in formato epub e quindi mi è sembrata la cosa più logica.

Detto, fatto… ora sono un felice possessore di questo Reader, ma veniamo ai dettagli: il prodotto in sè è ottimo, fa quello che deve fare e anche di più, il display è all’altezza della fama di questo eInk, ma i dettagli… i dettagli. Si apre la scatola e c’è un pennino allegato al dispositivo, ha uno schermo touch, il pennino è dovuto, ma non esiste un posto dove metterlo, non c’è un suo slot, non è previso che viaggi allegato al Reader. L’unica è avere la cover e attaccarlo ad essa, ma pure lì, non è il suo posto, non ha un posto nativo, alla fine uno lo tiene dove si trova più comodo… e lo perde come meglio crede.

Poi installo il software sul computer. uno schifo! la sincronizzazione non “sincronizza”, al limite copia qualche file sul dispositivo, che non è proprio la stessa cosa. Da una sincronizzazione io mi aspetto che le differenze tra la mia libreria ed il mio dispositivo vengano appianate ed invece no, funziona solo da libreria verso dispositivo e non viceversa, per spostare i file dal Reader al computer si deve fare a mano… vabbè. Poi non ci sono i messaggi di errore, se gli dici di sincronizzare dei file che non sono più presenti, lui ti dice di averlo fatto, non ti dice in nessun modo che non ha potuto copiare i file. Ed inoltre non si capisce dove stanno questi file, la libreria non è per nulla consolidata, se io aggiungo file da ogni parte del computer questi non vengono copiati/spostati in un unico posto ordinato, ma restano a vagare, magari sul desktop e se li cancelli, ciao, persi. Cancellare… se si cancella dalla libreria, non si cancella dal computer… Insomma, quel gestore di libreria non fa nulla! Si limita a copiare i file e per di più male, ad ogni sincronizzazione mi ritrovavo con il “manuale utente” come se fosse un nuovo file sul dispositivo, appena aggiunto. mah.

Alla fine funziona meglio Calibre, organizza e tiene più ordinate le cose, non avrà la gestione di tutto il contenuto (le immagini sono da gestire a mano via filesystem), ma almeno gli ebook sono organizzati come si deve e si possono anche cambiare i metadati se necessario… e si possono convertire, con le dovute procedure.

In conclusione: il Reader è fantastico, la cover venduta a parte pure, il software fa schifo ed il pennino si perderà alla prima occasione. Inoltre lo schermo eInk è perfetto per visualizzare le foto in B/N, ad esempio io ho messo subito i ritratti di Avedon, che non sono niente male.

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Povero Massa

Massa è il prefetto gregario della formula 1. Muto, al servizio della squadra, al servizio del suo compagno che ha interessi importanti in gioco, si sacrifica, si fa da parte e rinuncia a risultati migliori di quelli che colleziona per poter dare una mano.

L’ultima gara, ancora. In texas, in qualifica, Alonso non riesce ad andare forte, e nemmeno il buon Felipe va fortissimo, a dire il vero, ma va comunque meglio dello spagnolo e così si arriva alla drastica decisione di far penalizzare volutamente Massa per far guadagnare un posto ad Alonso e farlo partire sul lato migliore della pista.

Una scelta strategica molto azzardata, molto discutibile dal punto di vista sportivo, ma sostituire il cambio non è consentito da regolamento, i meccanici lo hanno fatto e amen, Massa parte dietro, gli altri slittano avanti di un posto e pure Fernando guadagna quel posticino importante.

Quello che io mi chiedo è: come glielo vai a dire? Come si chiede una cosa del genere ad un pilota? Perchè il “trucchetto” è poco segreto, tutti hanno dichiarato che Massa era d’accordo, lui stesso lo ha detto, affermando anche che in questo modo si è divertito di più… Ma come si arriva ad una pensata simile?

Mi immagino il team attorno al tavolo a studiare la strategia di gara quando uno salta su e dice “servirebbe partire dall’altro lato, sarebbe meglio, se solo si potesse avanzare di una pos…”, d’improvviso si blocca, un’illuminazione, gli altri lo guardano, poi si guardano, poi lo guardano di nuovo e qualcuno annuisce… Ed in un angolo Felipe con lo sguardo fisso sul tavolo, già consapevole del suo destino. Una stagione mediocre, raddrizzata da buone prestazioni nel finale, ma piena zeppa di sacrifici. Chissà che saudage, poveraccio. “eeer, Felipe, non è che per caso ti va di partire un po’ più indietro? Sai, la squadra…”, “Va bene ragasci, scpacatemi cambiu che parto dietru”.

E secondo me è pure un sacrificio inutile, ci credo poco nel miracolo all’ultima gara. Da quando ho memoria delle gare di F1 ho visto svariate volte sfumare il sogno sull’ultimo tracciato della stagione, con Schumacher due volte, addirittura con due gregari, Irvine nel 99 e lo stesso Massa nel 2008… Il destino parrebbe in debito, ma come detto, non ci credo mica tanto…

E quindi, povero Felipe, sacrificato come un agnello per aggraparsi ad ogni punticino possibile per sperare comunque in un miracolo, e allora speriamo!

Felipe Massa

Felipe Massa, in Ferrari dal 2006, ha vinto 11 gran premi col cavallino

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Anche l’occhio…

Desktop dell'iMac 24''


Quasi non me ne ero accorto, oramai ho questo computer dal 2008 e ricordo che appena comperato mi ero detto “poi lo ststemi come ti piace”, sono ovviamente passati gli anni e non avevo più messo mano a Candybar. Ora, finalmente, dopo che il mio desktop era un disastro di icone, file scaricati, cartelle temporanee, foto sparse, mi sembrava di essere tornato a windows, ho riordinato le cose al loro posto, ho buttato via il superfluo, ho riscoperto geektool1, ho trovato delle buone icone2 e un buon wallpaper3. Bene, mi sembra di essere finalmente con un buon desktop ordinato e pulito come mamma apple ci insegna. Continua a leggere

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